A 14 anni dalla scomparsa di MARCO PANTANI

di Roberto Checchi

Maestosa, forse gigantesca, enorme o semplicemente immensa “CREATURA” meravigliosa che s’ innalza silenziosa e si riveste di tutte le scale di colore del BLU, dal più tenue al più intenso. La montagna pretende rispetto, raramente punisce e se non la sfidi in azzardo, ricambia con impagabili sensazioni di PACE e di leggerezza dell’ anima, perché quella, lassù, sceglie sempre di andare.
Della bicicletta ci s’ innamora, quasi fosse un colpo di fulmine, DIVORZIARE è impensabile e ogni scalata affrontata in sella, con spirito di conquista, la ricorderai per tutto il resto della vita.
Ad ogni momento di benessere, ad ogni sfacchinata massacrante, a tutte le sensazioni di libertà che il movimento del PEDALARE è capace di regalare, si contrappone la sola data del calendario, nella quale ci scambiamo eterna fedeltà nel giorno di SAN VALENTINO.
POPOLO DI SCALATORI, tutti, nessuno escluso, maledettamente corridori che non demordono né si arrendono, rivestiti di tutto punto o improvvisati vacanzieri della domenica, odieremo per sempre una sera di febbraio, che per una logica assurda coincide con la massima espressione di una PROMESSA D’ AMORE.
La bicicletta è un RICHIAMO più forte della FORESTA, forse perché l’ attraversa da parte a parte per raggiungere più in fretta la vetta, mostrando il suo carattere dominante e arrivati in cima, assegna al trionfatore con pieno merito, il titolo di RE DEL MONDO.


QUANTE MONTAGNE hai scalato? Nessun diario o nessun testo riporta un numero preciso impossibile da calcolare, la successione dei valichi e dei passi superati è tutta accuratamente riposta nei nostri cassetti dell’ immaginazione ed è straordinario che ognuno presenti un conto, per più di una ragione, diverso.
Come la montagna anche tu resti qualcosa d’ inarrivabile, BELLO soltanto da guardare e non toccare, fragile nel petto, infrangibile nel CORPO, ipnotizzante bellezza di una statua greca, dono della vita plasmato da un pugno di sabbia, fisico apparentemente esile e gracile ma spiritualmente immortale. DIO di una montagna, Signore e protettore dei pendii, dei dirupi e dei canaloni, Padrone indiscusso delle strade, quelle che salgono su, seguendo le tracce di lingue d’ asfalto che s’ arrotola e s’ attorciglia e si trasforma in tornanti e quelle più difficili che puntano alla scoperta di traiettorie tutte da inventare.
Tu, che non temi gli avversari e li affronti a viso scoperto sul terreno di caccia che più ti aggrada, sorpassi tutti se la strada impenna e come l’ aquila osservi la preda dall’ alto. Leggero più di un aeroplanino di carta, eppure anche il vento ti teme ed evita di soffiare contro per far si che la tua arrampicata in verticale, sia piacevole da osservare, inconfondibilmente unica e non ostacolata dalla forza della natura.
TU, che della natura sei pilastro portante, lei, che per te si fa MADRE e mai MATRIGNA, TU che come gli aquiloni hai scelto immensi spazi da solcare in libertà e persino il lungo filo che ti tiene saldamente ancorato al basso ti sta stretto e non aspetti altro che il momento giusto per scappare.


Il bello della CORSA è caratterizzato dalla FUGA e tu che sei un PIRATA, avventuriero del mare per eccellenza, sai benissimo qual’è l’ istante più adatto per sferrare il miglior attacco e andarsene in perfetta solitudine, lasciando il rivale tra mille incertezze e interrogativi da sciogliere.
TU che stai dentro la favola più bella, regalaci un pò di FANTASIA, dolce elisir che ci trasporta nel complesso meccanismo compreso tra ruote, pignoni e catena, ci conduci alla sommità di un colle e poi prosegui indisturbato, senza voltarti indietro e ci lasci a riflettere cercando parole, che possano impreziosire il tuo fantastico racconto fatto di pagine indelebili.
POI d’ un tratto sparisci e non ti si vede più…..COME VOLA VIA UNA BOLLA….

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About Author: Andrea Andreotti