Il mugellano Braccesi tenta l’Everesting, 8mila metri di dislivello tutti d’un fiato!

La grande sfida avrà uno scopo solidale: raccogliere fondi per l’ospedale del Mugello

fonte: OK!MUGELLO

Dopo aver sostenuto le Sfide Possibili (ed estreme) degli atleti mugellani del gruppo degli Extreme Bike Mugello (clicca qui) e di Giovanni Menchi (clicca qui) quest’anno la nostra redazione appoggia ed affianca il ciclista Guglielmo Braccesi in una impresa doppiamente significativa: per il valore sportivo (notevole, la scalata in solitaria e in bicicletta di un dislivello pari all’altezza dell’Everest) e per quello solidale (saranno raccolti fondi da destinare all’ospedale del Mugello). E per raccogliere più donazioni Braccesi coinvolgerà nella raccolta le varie società ciclistiche del Mugello, indossando di volta in volta le loro maglie.

E anche in questa occasione, come detto, OK!Mugello ci sarà, con un sostegno ed una copertura mediatica che saranno svelate nelle prossime settimane. Intanto, in attesa della fatidica data (prevista per il 31 luglio), vogliamo condividere con voi una descrizione sommaria dell’impresa così come ci viene presentata dallo stesso Braccesi:

Tempo di COVID-19. La quarantena ci sta costringendo in queste bellissime giornate a starcene a casa, isolati dal resto del mondo, impossibilitati a lavorare, angosciati da un futuro assolutamente incerto e soprattutto, in pena per tutti i malati ed i morti che questa terribile pandemia sta facendo. Ma in un momento così difficile per tutti, il settore sanitario è quello che è stato messo più a dura prova ed è quello dove sono emerse le difficoltà maggiori. Molti imprenditori mugellani però hanno dimostrato il loro attaccamento al territorio, chi riconvertendo la propria attività per riuscire a produrre materiali di cui il settore sanitario necessitasse, chi riuscendo a donare risorse economiche importanti per essere sfruttate per l’acquisto di altrettanti materiali. E questo mi ha fatto sentire parte di un sistema che nella difficoltà si è unito per formare quello che è il concetto stesso di COMUNITA’. Nonostante ciò però, mi sono sentito parte non attiva di questo meccanismo, rimanendo passivo e senza riuscire a portare il mio contributo, né fornendo quello che possa essere il prodotto della mia attività lavorativa (la geologia e la geofisica mal si riconvertono in questa situazione – Braccesi è geologo di professione ndr – ), né potendo contribuire economicamente in modo significativo.

Però ho pensato che attraverso la mia responsabilità avrei potuto comunque dare il mio contributo, mettendo se non altro a disposizione il mio impegno, la mia fatica ed il mio sacrificio. E ne è venuta fuori una sfida con me stesso come al solito, ma questa volta con un beneficiario che non sono io, ma è tutta la comunità del Mugello.

La sfida è l’EVERESTING, manifestazione riconosciuta in tutto il mondo attraverso un’associazione internazionale (clicca qui ) che prevede la “scalata” in solitaria e con la bicicletta di un dislivello pari all’altezza dell’Everest (8848 m), da compiersi in un’unica uscita non stop. Con la bicicletta da corsa l’hanno fatta in molti, pedalando instancabilmente per 15-20 o più ore di seguito. In mountain bike invece no perché un percorso fuoristrada è molto più impegnativo di uno su strada, sia in termini di pendenze, sia in termini di sicurezza. Pedalare di notte fuoristrada può nascondere molte più insidie rispetto a farlo su asfalto, oltre a richiedere velocità molto meno sostenute e quindi molto più tempo per svolgere lo stesso chilometraggio. Ovviamente la mia scelta è ricaduta sulla mountain bike, sia perché mi piacciono le sfide, sia perché la mountain bike è stato il mio primo amore a pedali, sia perché il Monte Giovi che è sopra casa mia è percorribile solo in fuoristrada. Ho previsto circa 222 km da percorrere, circa 9000 metri di dislivello e circa 22 ore per portarlo a termine.

Come si lega però la mia sfida con la beneficienza all’Ospedale del Mugello??

Bene, ho pensato che chiunque volesse sostenermi nella mia impresa lo potrebbe fare attraverso una donazione. Una sorta di “sponsorizzazione” fatta direttamente su un conto corrente dell’Ospedale. Un euro, dieci euro, un milione di euro?? Qualsiasi supporto è accettato, ma qualsiasi importo direttamente sul conto corrente dedicato. Tutto questo per non generare ambiguità sulla pulizia del gesto ed in modo che nessun centesimo transiti attraverso di me. A me, per chi me la volesse mandare, arriverebbe solamente la ricevuta della donazione, con la causale “Sagginale-Everest e ritorno”. Questo al fine di poter rendere grazie a tutti quelli che in piccola o grande parte, avranno voluto contribuire all’acquisto di quello che possa necessitare al nostro importante Ospedale. Allo scopo ho fatto un accordo con l’Azienda USL Toscana Centro che mi ha fornito le coordinate bancarie di un Conto Corrente dedicato per le donazioni.

Nell’ultimo anno, a causa di due brutti incidenti in bicicletta, sono stato ospite del “nostro” Ospedale, dove ho trovato del personale competente, gentile, instancabile ed al quale non ho avuto modo di ringraziare abbastanza per il loro impegno. In questo periodo di pandemia un caro amico e compagno di pedalate, purtroppo è stato colpito dalla malattia e, nel suo trascorso ospedaliero, mi ha raccontato delle sue sofferenze e della sua paura. Spero che questo gesto, che questa folle idea, generi una ulteriore ondata di generosità nella gente, nel popolo mugellano, per aiutare alla fine sé stesso.

https://www.okmugello.it/sport/altri-sport/935732/mugello-8mila-metri-di-dislivello-tutti-dun-fiato-il-mugellano-braccesi-tenta-leveresting-okce

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