Quando si parla del S.Baronto ad ognuno di noi vengono in mente migliaia di cose. Teatro di innumerevoliS.Baronto da Casalguidi competizioni sportive di tutti i livelli dal professionista al cicloamatore o al semplice cicloturista che si cimenta contro se stesso o i propri amici. Situato sulle colline del Montalbano nel comune di Lamporecchio (PT), non c’è giorno che su questa salita non si trovi qualcuno ad affrontarla sia per un allenamento che per una semplice girata. Meta ambita dal turismo straniero è anche un punto di ritrovo delle domeniche di molti appassionati delle due ruote. I versantiS. Baronto da Giugnano più famosi che vengono affrontati sono tre, quello da Casalguidi che porta  in vetta alla salita in 6,500 km dopo un dislivello di 276 mt e con una pendenza media del 5%, toccando il punto più impegnativo dopo circa 2,500 km all’altezza del “Torgitoio” e più avanti nei pressi della “Santona” (dimora della famosa mamma Ebe), quasi giunti in vetta sulla destra c’è la fontanella (un tempo ve ne erano altre 2 a metà della salita) e il monumento al ciclista. La salita da questo versante S. Baronto da Vinciviene affrontata dai più allenati con la moltiplica più grande, ma per chi ancora non ha molti km sulle gambe con un 39X21 o 23 può tranquillamente pedalare fino in vetta. Altro versante è quello da Vinci lungo circa 11,500 km con una pendenza più dolce intorno al 3-4% toccando il punto più impegnativo poco fuori Vinci dove c’è uno strappetto di 300 mt al 11%, anche questo versante che è adatto ai passisti scalatori in molti utilizzano la moltiplica più grande, mentre chi vuol far girare le gambe utilizzerà la 39 abbinata ad un 17. Sicuramente il versante più impegnativo è quello da Lamporecchio, che copre il dislivello di 277 mt in 4 km con una pendenza media del 7% e una punta massima dell’11%. S. Baronto da LampE’ il versante più utilizzato nelle competizioni sportive a livello professionistico insieme al versante di Vinci. Qui l’utilizzo della moltiplica è consigliato solo a chi ha una gran gamba! Mentre per i semplici escursionisti è consigliata una 39 abbinata ad un 23, ma è sempre bene montare un 25 per salvare la gamba. Un pò meno conosciuto ma non per questo bistrattato è il versante sempre nei pressi di Lamporecchio, affrontato lungo la via di Giugnano o meglio conosciuto dall’Oleificio di Larciano che transitando da Carraia termina dopo 4,800 km proprio davanti la chiesa dei Santi Baronto e Desiderio salendo ad una media dell’8% con punte brevi ma intense al 17%. Un pò meno “gettonate” sono la variante da Cantagrillo salendo dai “Papi” arrivando in discesa davanti alla chiesa in 4,500 km con pendenze impegnative tra il secondo km (17%) e il il km 3,600 mediamente al 12%, e la variante dal lato opposto salendo da S.Lucia a Larciano di km 5 molto impegnativa nella parte centrale che sale sempre sopra il 10% fino al 15% Panoramica su S.Barontoterminando nella parte finale come la variante di Cantagrillo. Non da meno sul versante che sale da Vinci in località Fornello c’è un aspra salita che inizia ai piedi di Lamporecchio per Orbignano con pendenze molto impegnative per poi finire sulla strada che viene da Vinci con le sue pendenze più dolci. Una meta per tutti i ciclisti per i più allenati e per chi vuole migliorare o semplicemente godersi panorami mozzafiato. Infatti salendo da Vinci per chi non ha fretta può godere della bella vista sul Monte Serra, ammirare in lontananza S.Miniato Alto e se trovi la giornata giusta sullo sfondo le torri di S.Gimignano. Dal versante di Casalguidi invece possiamo ammirare lo splendido panorama sull’Appennino Pistoiese con le sue montagne innevate dell’Abetone nel periodo invernale, ma anche i monti della Calvana su Prato. Con questo piccolo racconto spero di avervi invogliato a salire in sella e a percorrere il vostro S.Baronto.Panoramica di S. Baronto

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