Lo sloveno vince la sua quarta Grande Boucle, lanciandosi anche alla caccia della frazione di Parigi: lo scatto a Montmartre è buono, ma l’allungo decisivo è del belga
La tappa 21, nonché l’ultima, del Tour de France 2025 è ben lontana dalla consueta passerella sui Campi Elisi riservata ai velocisti: l’inserimento della tripla scalata allo strappo di Montmartre stimola l’appetito degli attaccanti, a maggior ragione allorché la giuria, causa pioggia, decide di cristallizzare la classifica generale prima del circuito finale. Alla voce degli attaccanti è impossibile non annettere Tadej Pogacar, già maglia gialla a Parigi per la quarta volta in carriera (dopo i successi del 2020, 2021 e 2024) e pure maglia a pois, oltre a vincitore di quattro tappe.

Eppure, per qualcuno lo sloveno ha quasi giocato al risparmio, forse con vista sulla Vuelta 2025 (a tal riguardo se ne saprà qualcosa nei prossimi giorni, ma nelle ultime ore sta salendo il partito del no), forse per qualche tensione di troppo con stampa e avversari o forse semplicemente per una propria scelta di essere meno cannibale del passato anche per crearsi meno inimicizie in gruppo. Fatto sta che Pogacar scatta sul primo passaggio a Montmartre, creando la fuga buona e praticamente rinunciando alla chance di godersi in santa pace la passerella trionfale sui Campi Elisi: in essa c’è anche Wout Van Aert, che riesce a staccare la maglia gialla sull’ultimo transito a Montmartre, andandone così a confermarne un finale in leggero calando a livello fisico. E a quel punto per Pogacar, stavolta sì, può cominciare la festa e la passerella finale, seppur rovinata dal clima autunnale della giornata di Parigi, che torna sede di arrivo della Grande Boucle per il 50esimo anniversario dopo la parentesi Nizza dell’anno scorso a causa della quasi concomitanza con le Olimpiadi. Il belga diventa così l’unico uomo della Visma-Lease a Bike a staccare lo sloveno, missione non riuscita a Jonas Vingegaard (invece in predicato di essere in Spagna il prossimo mese), secondo in classifica generale, con Florian Lipowitz, maglia bianca, come terzo e come piacevole sorpresa insieme a Oscar Onley.

C’è gloria anche per l’Italia, e non solo per l’ottimo secondo posto di Davide Ballerini, con qualche rimpianto per la gestione finale: Jonathan Milan vince la maglia verde, diventando il terzo azzurro a riuscirci dopo Franco Bitossi (nel 1968) e Alessandro Petacchi (nel 2010), oltre a portare a casa due frazioni, ponendo fine a un digiuno che stava assumendo connotati sportivamente drammatici. Una curiosità: parla italiano anche la ‘maglia nera’, l’ultimo in classifica generale del Tour de France 2025, che è Simone Consonni.

